Le radici del gusto
Chi siamo e cosa ci muove da sempre
Una ricetta sempre nuova, ma sempre uguale
Innovazione
Pastificio Svevo trova sempre nuove strade per dare forma al gusto che sognavi, leggero, buono e sano
Tradizione
Una pasta controllata, assaggiata e confezionata secondo le regole antiche della scuola pugliese, la migliore al mondo
Quattro ragazzi, un sogno e
quel sorriso di Minguccio
Finita la scuola, a giugno, io (Patrick), Donato, Enrico e Giuseppe ci davamo appuntamento in masseria. Minguccio lo sapeva, e ci faceva trovare quattro posti per dormire, quattro tazze per la colazione e quattro bici anni ’70 (sapete, quelle con le ruote alte e il manubrio da corsa). Minguccio era mio nonno, e ogni volta accoglieva me e i miei amici con un sorriso, poche parole pronunciate con calma e una stretta di mano ruvida, da lavoratore. Poi tornava ai campi, perché
“il grano non aspetta!”
ripeteva sempre. Noi invece tiravamo fuori dallo zaino il SuperSantos. Sfide infinite sotto il sole, con il pallone che volava dappertutto, spesso in mezzo al grano. Furtivi cercavamo di recuperarlo senza dare fastidio al nonno, e intanto spiavamo quei suoi movimenti lenti, precisi, rimanendo ipnotizzati dalla sua schiena curva, dallo scatto del falcetto, dalle spighe tirate via dolcemente, prima di toccare terra. Nonno se ne accorgeva, sapeva che non lo facevamo apposta, e, quando vedeva rotolare il pallone tra le spighe, mentre ci rimproverava, dal suo cappellone di paglia spuntava un sorriso. Noi cercavamo di farci perdonare offrendoci per dargli una mano, e allora con gioia prendevamo dei sacchi di iuta alti quanto noi da riempire di chicchi preziosi. Ci sentivamo adulti, custodi di questo oro che era anche nostro.
Così estati intere a contemplare il miracolo calmo della mietitura, finché non ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti: proviamoci. Abbiamo lasciato la città e il suo ritmo chiassoso, abbiamo ripercorso a memoria la strada per la masseria, in sella a quelle vecchie biciclette. Ad attenderci non c’era più il nonno, ma il grano sì. Stavolta toccava a noi.
La vita è una combinazione di pasta e magia
Federico Fellini
Un gusto che sfida i secoli
Biondi come le spighe che ondeggiano al vento nei nostri campi, gli Svevi scesero dalla Germania nel Meridione ottocento anni fa. Costruirono fortezze monumentali che respirano l’azzurro ancora intatte.
E all’ombra di torri alte fino al cielo, il loro signore, Federico II, amava cimentarsi in lunghe battute di caccia con il falcone. Affidate alle cucine della sua corte, le prede venivano servite con gli aromi e le spezie portate dagli Arabi. Ma fu un altro il sapore del Sud che conquistò il raffinatissimo palato dell’imperatore. Quello del primo piatto per eccellenza: la pasta.
Questo miracolo avveniva a Palermo, città che portava l’oro dalla terra alla tavola. Prodotto e confezionato in botti, il nuovo cibo di farina in forma di fili era destinato a diventare il simbolo dell’Italia, grazie a una ricetta unica, per secoli rimasta identica a quella che deliziò Federico II di Svevia e i suoi figli.
Il sole radioso e i suoi sterminati campi di grano hanno fatto innamorare l’Imperatore di Svevia, da allora e per sempre noto come Puer Apuliae, il Fanciullo di Puglia. Segreti semplici per un sapore ricco di storia, lo stesso dei prodotti che il Pastificio Svevo porta sulle migliori tavole. Dove l’amore per il passato della nostra terra si sposa con quello per la scoperta di tecniche di trasformazione della materia prima sempre più sofisticate e all’avanguardia.
Merito di una lavorazione artigianale a filiera corta che conosce e rispetta i tempi e i modi dettati dall’esperienza nel fare pasta di qualità superiore. Perché cultura e coltivazione hanno in comune la radice, il senso profondo dell’attaccamento alla terra e ai suoi valori semplici e genuini, come la pasta dell’Imperatore.
SVEVO DI DE MARINIS DONATO E C. – S.N.C.
Via Vittorio Veneto, 19 – 70018 Rutigliano (BA)
– ITALY –
P.I.: 08293020726